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11.000 anni fa: scoperta la più piccola sepoltura del Nord Britannico

11.000 anni fa: scoperta la più piccola sepoltura del Nord Britannico

2026-05-20T13:55:43.320783+00:00

La grotta che racconta il passato

In una caverna del Cumbria, nel nord dell’Inghilterra, è emerso uno scheletro di oltre 11.000 anni fa. Appartiene a una bambina piccola, forse di tre anni, sepolta nel Mesolitico, quando l’Europa era ancora abitata da cacciatori-raccoglitori.

Il DNA svela l’identità

Dalle ossa non era possibile capire il sesso. Ma un team dell’Università del Lancashire ha estratto il DNA e ha confermato che si trattava di una femmina. Per la prima volta, in un ritrovamento così antico, si è riusciti a stabilire con certezza sia l’età sia il sesso. Il responsabile della ricerca, il dottor Rick Peterson, ha sottolineato l’importanza del risultato.

Un addio pieno di significato

Accanto ai resti sono stati trovati un dente di cervo forato e alcune perline. Oggetti lasciati intenzionalmente, segno di un rito funebre. I ricercatori pensano che le grotte avessero per questi popoli un valore spirituale, quasi un passaggio verso il mondo dei defunti.

L’archeologo autodidatta

A portare alla luce la scoperta è stato Martin Stables, un appassionato del posto. Dal 2016 scava nella zona e ha dato alla bambina il nome di “Ossick Lass”, usando il termine locale per “ragazza di Urswick”. Vuole che il suo legame con il villaggio resti vivo.

Il ghiaccio ha cancellato le tracce

Nel nord della Gran Bretagna è raro trovare resti così antichi. I ghiacciai dell’ultima glaciazione hanno distrutto gran parte dei depositi. Fino a oggi il più antico ritrovamento risaliva a circa 10.000 anni fa, in una caverna vicina. Questo nuovo ritrovamento sposta indietro di mille anni la presenza umana documentata.

La grotta racconta più storie

Heaning Wood Bone Cave ha restituito indizi di almeno otto persone sepolte in epoche diverse: 11.000, 5.500 e 4.000 anni fa. Ogni sepoltura appare deliberata. La caverna sembra essere stata un luogo sacro per generazioni.

Una storia che ci riguarda

L’importanza di questo ritrovamento sta nel mostrare che anche i più piccoli erano oggetto di cure e di rituali. Grazie al lavoro di Stables e all’analisi del DNA, possiamo conoscere un po’ di più la vita di chi viveva in questi luoghi molto prima della scrittura. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the Prehistoric Society.

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