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Antartide: il ghiacciaio che è sparito in 15 mesi

Antartide: il ghiacciaio che è sparito in 15 mesi

2026-05-19T07:38:24.763809+00:00

Il ghiacciaio che è sparito in un anno

Immagina di vedere una distesa di ghiaccio grande come una piccola città che si ritira di 24 chilometri in soli 15 mesi. È successo a Hektoria, un ghiacciaio antartico che tra l’inizio del 2022 e la primavera del 2023 ha fatto registrare la ritirata più rapida di ghiaccio ancorato mai misurata. In un solo periodo di due mesi ha perso cinque chilometri.

Un collasso annunciato da vent’anni

Tutto è cominciato nel 2002, quando la piattaforma di ghiaccio Larsen B si è disintegrata. Quella massa galleggiante fungeva da diga per diversi ghiacciai, tra cui Hektoria. Una volta persa, le lingue glaciali hanno iniziato a ritirarsi e a perdere spessore.

Poi, intorno al 2011, il ghiaccio marino si è accumulato davanti alla costa e ha offerto un sostegno temporaneo. Hektoria ha ripreso ad avanzare. Sembrava che il sistema si fosse stabilizzato.

Il momento in cui il mare ha tolto l’appoggio

Nel gennaio 2022 le onde oceaniche hanno frantumato quel ghiaccio marino. Senza il sostegno, la parte galleggiante del ghiacciaio ha cominciato a staccarsi a pezzi. Fine dell’estate 2022: già dieci chilometri persi. Spring 2023: altri cinque in due mesi.

Il punto debole sotto il ghiaccio

Le immagini satellitari e i sensori sismici hanno mostrato che il ghiaccio residuo giaceva su un tratto piatto di fondale. In quel punto, durante l’alta marea, l’acqua riesce a insinuarsi sotto il ghiaccio e a sollevarlo. Quando il ghiacciaio è già sottile, questi “stacchi di galleggiamento” diventano improvvisi e massicci. È esattamente quello che è accaduto nel 2023.

Non è solo un caso isolato

Hektoria è relativamente piccola, ma il meccanismo che ha provocato il suo collasso può ripetersi su ghiacciai più grandi. Lungo la Penisola Antartica, in Groenlandia e in Alaska, sempre più lingue galleggianti stanno scomparendo. I ghiacciai che restano a contatto diretto con l’oceano diventano vulnerabili allo stesso tipo di cedimento. Ogni chilometro di ghiaccio che finisce in mare fa salire il livello degli oceani.

Nuovi occhi dallo spazio

Per capire dove potrebbe accadere il prossimo evento, gli scienziati contano su due nuovi satelliti della NASA: NISAR e SWOT. NISAR misura lo spostamento del ghiaccio al centimetro; SWOT rileva le variazioni di altezza della superficie. Con questi dati, ricercatori come Naomi Ochwat stanno mappando i ghiacciai che condividono le stesse condizioni critiche di Hektoria.

Un segnale, non un’eccezione

Pochi decenni fa una ritirata di questa velocità avrebbe sorpreso i ricercatori. Oggi è un fenomeno che si prevede e che si deve imparare a gestire. La storia di Hektoria non riguarda solo un ghiacciaio: è un segnale che il sistema climatico terrestre sta cambiando più in fretta di quanto riusciamo ancora a seguire.

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