Science & Technology
← Home
Aspetta, un uragano ha increspato lo spazio?

Aspetta, un uragano ha increspato lo spazio?

2026-10-16T21:05:08.699346+00:00

L'uragano che faceva onde... nel cielo

Devo raccontarvi una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta. E fidatevi, di argomenti spaziali e scientifici ne ho affrontati a bizzeffe.

Immaginate l'ottobre 2026. L'uragano Simon, un Category 4 con venti a 250 chilometri all'ora, si avvicina minaccioso alla costa pacifica del Messico. I satelliti mostrano il suo occhio a soli 50 chilometri dalla terraferma, praticamente alle porte di città come Manzanillo e Puerto Vallarta.

Ma è quello che succedeva in alto che ha lasciato di stucco gli scienziati.

Molto in alto. Troppo in alto per i nostri radar meteorologici standard. Stiamo parlando della mesosfera, la regione dell'atmosfera che si trova oltre la stratosfera, dove l'aria diventa così sottile da sembrare quasi vuoto. Qui, i satelliti NASA hanno intercettato qualcosa di straordinario: onde gigantesche che si propagavano verso l'esterno partendo dalla tempesta.

Si chiamano onde di gravità atmosferiche, e attenzione al nome ingannevole. Non c'entrano nulla con le onde gravitazionali di Einstein (niente fusioni di buchi neri, mi spiace deludervi). Sono perturbazioni che viaggiano attraverso l'atmosfera, con la gravità che fa da molla, riportando tutto in equilibrio.

Come funzionano? Semplice. Un uragano rilascia un'energia mostruosa. L'aria calda e umida sale a rotta di collo dalla superficie dell'oceano, costruendo nuvole torreggianti nella parete dell'occhio, la zona più intensa della tempesta. Questi forti movimenti verticali punchano verso l'alto attraversando l'atmosfera come un sasso lanciato in uno stagno. Solo che invece dell'acqua, l'acqua è l'aria stessa.

La parte più affascinante? Queste onde possono salire così in alto da attraversare la mesosfera e generare il cosiddetto airglow, un bagliore tenue e naturale. Succede quando alcune molecole nell'alta atmosfera si eccitano e rilasciano luce, un po' come le insegne al neon, ma molto più sottile e difficile da cogliere.

Il merito delle riprese va al satellite Suomi NPP della NASA, dotato dello strumento VIIRS. Ha una banda speciale "giorno-notte" capace di captare proprio questo tipo di luce fioca. Di solito è impossibile vederla perché la luce della Luna riflessa sulla Terra la maschera. Ma quella notte, quasi per caso, la Luna era appena visibile. E le onde atmosferiche dell'uragano Simon sono apparse nitide come mai prima.

Pensateci: un uragano che spaventa le coste con le sue onde sull'oceano, e nel frattempo manda increspature fino alle soglie dello spazio, dove creano giochi di luce invisibili.

Gli scienziati che seguivano Simon hanno ammesso di avere "confidenza molto bassa" nel prevederne la traiettoria. Queste bestie sono imprevedibili per natura. Ma almeno stiamo migliorando nell'osservarle dall'alto. Più capiamo come gli uragani interagiscono con l'intera atmosfera, non solo con gli strati che viviamo direttamente, più saremo preparati ad affrontarli.

La prossima volta che vedrete un uragano puntare verso terra, ricordate: il caos non succede solo dove lo vedete. Quelle tempeste si estendono fino a toccare il bordo stesso dello spazio.

#nasa #hurricane simon #atmospheric gravity waves #space science #earth atmosphere #satellite imagery #weather phenomena #airglow #meteorology #natural wonders