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Cellule con due DNA: perché alcune sopravvivono e altre no (e perché importa ai ricercatori sul cancro)

Cellule con due DNA: perché alcune sopravvivono e altre no (e perché importa ai ricercatori sul cancro)

2026-05-25T14:17:22.136961+00:00

Il disastro della fotocopiatrice che avviene dentro di te

Pensa a una fotocopiatrice che, invece di separare i fogli, li accavalla tutti nello stesso vassoio. Il risultato è un pasticcio.

Nel corpo succede qualcosa di simile quando le cellule si dividono. Ogni secondo nascono nuove cellule: il DNA viene duplicato e poi diviso tra le due cellule figlie. Un’operazione delicata che coinvolge migliaia di molecole.

A volte, però, qualcosa va storto.

Quando la cellula si ritrova con il doppio del DNA

Si chiama duplicazione dell’intero genoma. La cellula copia il suo DNA ma poi non riesce a dividersi. Rimane una sola cellula con il doppio del materiale genetico.

Non è un vantaggio. È come un computer sovraccarico: i processi si inceppano. La cellula può fermarsi, morire o, nel caso peggiore, diventare cancerosa.

Due modi diversi di sbagliare

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Hokkaido ha voluto capire se il tipo di errore conta. Hanno individuato due scenari principali.

Nel primo caso la cellula è quasi arrivata alla fine della divisione, ma all’ultimo momento rinuncia. È il fallimento della citocinesi: il risultato è una cellula gonfia, con il DNA ben distribuito.

Nel secondo caso la cellula abbandona il processo prima ancora che i cromosomi si siano organizzati. Si parla di scivolamento mitotico: i cromosomi restano sparsi in modo disordinato.

L’organizzazione fa la differenza

Osservando le cellule al microscopio, i ricercatori hanno visto che l’esito cambia radicalmente a seconda del percorso seguito.

Le cellule nate dal fallimento della citocinesi restano stabili. I cromosomi sono bilanciati e la cellula ha buone probabilità di sopravvivere.

Quelle nate dallo scivolamento mitotico, invece, sono caotiche. Il DNA è distribuito in modo squilibrato e molte di queste cellule muoiono.

Quando gli scienziati hanno corretto artificialmente la separazione dei cromosomi nelle cellule “caotiche”, la loro sopravvivenza è migliorata. Il problema, quindi, non era solo la quantità di DNA, ma il modo in cui era organizzato.

Perché questa scoperta conta per il cancro

La duplicazione del genoma è frequente nelle cellule tumorali. Alcune terapie antitumorali, paradossalmente, possono provocarla come effetto collaterale.

Se queste cellule doppie sopravvivono e si moltiplicano, il tumore può ripresentarsi. Capire che la stabilità dipende dall’organizzazione cromosomica apre una nuova strada: si potrebbe sviluppare un trattamento mirato a destabilizzare proprio le cellule che altrimenti resterebbero vive.

La domanda giusta cambia tutto

Il professor Ryota Uehara ha sottolineato che, pur sapendo da tempo che esistono diversi modi per arrivare alla duplicazione del genoma, nessuno aveva verificato se il percorso influisse sul risultato. Ora sappiamo che lo fa.

Non è una scoperta spettacolare, ma è il tipo di ricerca paziente che può tradursi in terapie più precise. La prossima sfida sarà capire come usare queste differenze per eliminare selettivamente le cellule doppie più pericolose.

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