La crisi energetica che nessuno racconta (ma dovrebbe)
Il pensiero mi tormenta da un po’: il tuo smartphone ha più potenza di un computer degli anni ’80, eppure consuma molto di più del cervello che hai in testa. L’intelligenza artificiale è una vera divoratrice di energia. Parliamo di un milione di volte in più rispetto a quello che serve al tuo cervello per leggere queste righe.
Ogni volta che chiedi qualcosa a ChatGPT, guardi un consiglio su Netflix o usi il riconoscimento facciale, stai consumando elettricità in quantità enormi. E mentre l’IA diventa più intelligente, chiede sempre più corrente. Prima o poi bisogna chiedersi se esiste un modo diverso.
Forse sì. Ed è piuttosto strano.
Il salto verso i bio-computer
Un gruppo di ricercatori di Princeton ha avuto un’idea insolita: invece di copiare il cervello con l’elettronica, perché non usare proprio cellule nervose vere?
Sembra fantascienza, ma l’idea ha una sua logica.
Prima di questo lavoro, i tentativi di coltivare neuroni in laboratorio avevano grossi problemi. In due dimensioni – su una superficie piatta – le cellule si confondevano, non creavano legami normali e finivano per morire. Gli organoidi, quei kluster di tessuto cerebrale cresciuti in provetta, erano un po’ meglio, ma soffrivano ancora di carenza di ossigeno e di parti che si morivano.
Una casa per i neuroni fatta di carta
Il gruppo di Princeton ha risolst questo problema con un trucco da origami.
Ha costruito una struttura tridimensionale morbida e pieghevole, fatta di polimero e sensori elettronici. Inizialmente la fabbricano in due dimensioni, inseriscono i sensori nei punti giusti, poi la falzano come un foglio di carta per trasformarla in una piccola “casa” per le cellule. Il risultato si chiama 3D-MIND (3D Micro-Instrumented Neural network Device).
Questa scaffold è poi rivestita di una gelatina ricca di proteine. Poi arriva il momento clou: i ricercatori prend
Building the Biological Neural Network
Una volta che la scaffold è pronta, i ricercatori la beschichteten con una gelatina protettiva ricca di proteine. Poi arriva il momento clou: i ricercatori prend
Why This Actually Matters
Una volta che la scaffold è pronta, i ricercatori la beschichteten con una gelatina protettiva ricca di proteine.