Il paradosso delle mutazioni che ha confuso gli scienziati
A volte sapere di più non aiuta. Anzi, complica le cose. Succede con le mutazioni genetiche nel cancro.
Negli ultimi vent’anni i ricercatori hanno imparato a individuare le mutazioni che fanno sviluppare il tumore o che lo rendono resistente ai farmaci. Il problema è che queste mutazioni sono tantissime. E ognuna sembra agire in modo diverso.
Di fronte a una lista di 143 mutazioni legate alla resistenza nel melanoma, la domanda diventa inevitabile: dobbiamo creare 143 strategie terapeutiche diverse? Una prospettiva poco pratica, per usare un eufemismo.
La teoria dei “nodi centrali”
Uno studio appena uscito su Nature propone un’idea più semplice. Tutte queste mutazioni diverse potrebbero convergere sugli stessi punti di controllo dentro la cellula.
È come una città con centinaia di strade secondarie che però confluiscono tutte in tre autostrade principali. Invece di riparare ogni singola strada, basterebbe regolare il traffico su quelle tre vie principali.
I ricercatori pensano che le mutazioni tumorali, pur essendo geneticamente diverse, passino attraverso pochi “hub” regolatori. Dei veri e propri interruttori che comandano il comportamento cellulare.
«Ci siamo chiesti se tutti questi geni diversi fossero mediati da qualche segnale comune a valle, che potremmo individuare e colpire», spiega Junyue Cao, che ha guidato lo studio. Un’idea elegante, che fa pensare: perché non ci hanno pensato prima?
Uno strumento per vedere cosa succede davvero
Il vero valore del lavoro sta nella tecnologia sviluppata per verificarlo. Una dottoranda, Zihan Xu, ha creato PerturbFate, una piattaforma di biologia molecolare che permette di osservare più livelli cellulari contemporaneamente.
Prima si potevano studiare solo singoli aspetti. Ora si può vedere tutto insieme: quali geni vengono espressi, come si organizza il DNA, e come questi cambiamenti si sviluppano nel tempo. E si può farlo con migliaia di cellule in parallelo, mentre vengono perturbate in modo controllato.
Osservando oltre 300.000 cellule, il team ha potuto seguire il percorso molecolare di ogni mutazione e scoprire dove tutte queste strade si incontravano.
Il caso del melanoma
Per dimostrare l’idea, i ricercatori hanno preso 143 geni già noti per conferire resistenza al vemurafenib nel melanoma e ne hanno disattivato uno alla volta.
Il risultato è stato chiaro: mutazioni completamente diverse spingevano la cellula verso lo stesso stato di resistenza, passando però attraverso gli stessi percorsi regolatori. Un po’ come 143 ladri che entrano in una banca con metodi diversi, ma che tutti si dirigono alla stessa cassaforte.
Questo significa che non serve bloccare 143 vie diverse. Basta proteggere la cassaforte.
Oltre il melanoma
Il gruppo non parla solo di melanoma. Sostiene che questo principio potrebbe valere per molti tipi di cancro e anche per altre malattie genetiche. Citano in particolare le malattie neurodegenerative come Parkinson, Alzheimer e SLA, dove si conoscevano già molte varianti genetiche ma si faticava a trovare un bersaglio comune.
«La domanda di fondo è questa: se una malattia è legata a centinaia di geni, come si fa a progett
one terapia sola?», dice Cao. Una questione centrale nella medicina moderna.
I prossimi passi
È ancora ricerca di base. Il concetto è stato dimostrato in cellule in coltura, non ancora negli uomini. Ma il principio è solido e le possibilità sono vaste. Se si riescono a identificare questi pochi hub regolatori comuni, si potrebbero sviluppare strategie terapeutiche più mirate e universali.
Invece di inseguire ogni mutazione con un farmaco specifico, si potrebbe concentrarsi sui punti di controllo che molte mutazioni condividono.
Una visione più ampia
Il risultato fa pensare a qualcosa di più profondo: la diversità genetica non implica necessariamente complessità cellulare. Sotto la moltitudine di mutazioni potrebbe nascondersi un ordine più semplice.
Talvolta la risposta a un problema complesso non sta nel gestire meglio la complessità, ma nello scoprire la semplicità nascosta al suo interno.
La prossima volta che qualcuno dirà che il cancro è troppo complicato perché causato da centinaia di mutazioni, si potrà ricordare questo lavoro. E forse si capirà che abbiamo sempre visto il problema da una prospettiva sbagliata.