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E se l’informazione avesse un peso? La strana ipotesi su materia oscura e universi simulati

E se l’informazione avesse un peso? La strana ipotesi su materia oscura e universi simulati

2026-05-16T11:07:28.268863+00:00

L’idea che sembra impossibile

Se ti dicessi che ogni email cancellata, ogni foto rimossa dal telefono e ogni riga di codice in esecuzione hanno un peso reale, probabilmente mi prenderesti per matto. Eppure il fisico Melvin Vopson dell’Università di Portsmouth sostiene proprio questo: l’informazione possiede massa.

E se avesse ragione, potremmo risolvere alcuni dei misteri più grandi della fisica.

L’informazione ha una massa?

L’idea di base è semplice ma sconvolgente: l’informazione non è un concetto astratto, ma qualcosa di fisico. Ogni bit di dati avrebbe una massa minuscola, circa 3,19 × 10^-38 chilogrammi. Un numero così piccolo che risulta quasi impossibile da immaginare.

Se applichiamo questo principio all’intero universo, la massa totale di tutte le informazioni potrebbe spiegare la materia oscura: quella componente invisibile che costituisce la maggior parte della massa cosmica ma che nessuno è ancora riuscito a rilevare direttamente.

Il problema della materia mancante

Da decenni gli astronomi notano che le galassie ruotano troppo velocemente per essere tenute insieme solo dalla materia visibile. Serve qualcosa di invisibile che fornisca la gravità extra. Vopson propone che questo “qualcosa” sia proprio l’informazione contenuta nelle particelle ordinarie.

I suoi calcoli indicano che 10^93 bit di informazione sarebbero sufficienti a spiegare tutta la materia oscura. Una cifra enorme, ma del tutto plausibile su scala cosmica.

La simulazione diventa più concreta

Se l’informazione è una quinta forma di materia, accanto a solido, liquido, gas e plasma, sorge spontanea una domanda: chi la genera e chi la elabora? Vopson ipotizza che la gravità stessa possa essere il meccanismo che organizza l’informazione, trasformando il disordine in ordine.

Questo quadro dà un fondamento fisico all’ipotesi della simulazione: non più solo un’idea filosofica, ma un meccanismo misurabile che potrebbe davvero far funzionare un universo “programmato”.

La prova sul campo

Vopson ha già progettato un esperimento. Si tratta di far collidere positroni ed elettroni all’interno di una lastra metallica. L’annichilazione produce fotoni; misurandoli con estrema precisione si potrebbe rilevare se l’informazione possiede davvero massa.

L’esperimento è semplice nella sua concezione, ma le conseguenze sarebbero enormi.

Perché vale la pena parlarne

Anche se l’ipotesi dovesse rivelarsi sbagliata, resta interessante che un fisico con credenziali solide la stia testando con metodi rigorosi. Se l’informazione ha massa, la matematica smette di essere solo un linguaggio e diventa parte integrante della realtà fisica.

E se spiegasse davvero la materia oscura, parleremmo di un Nobel.

In sintesi

Che la teoria tenga o meno, è bello vedere la scienza prendere sul serio domande folli e trasformarle in esperimenti. Magari la prossima volta che cancelli un file dal computer, ricorda che, tecnicamente, hai appena reso il tuo dispositivo un po’ più leggero.

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