Il cervello è un indovino? Come la nostra mente "prevede" la realtà
Vi è mai capitato di entrare in una stanza e sentire subito che l'aria è tesa? O magari di chiedervi: "Perché finisco sempre con lo stesso tipo di persone?"
Per anni abbiamo pensato che fossero semplici coincidenze o tratti del carattere. In realtà, una ricerca recente ci dice qualcosa di molto più profondo: questi schemi sono scritti nel modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni. E la cosa incredibile è che Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, aveva ragione già più di 130 anni fa.
Il cervello non è una telecamera, è un predittore
Nella neuroscienza moderna esiste un concetto fondamentale: il paradigma della predizione.
Molti pensano che il cervello funzioni come una telecamera: la luce entra nell'occhio, il cervello elabora l'immagine e noi vediamo il mondo. Sbagliato. Il cervello è molto più simile a una macchina da previsioni.
Invece di aspettare passivamente che i dati arrivino dai sensi, il tuo cervello sta costantemente cercando di indovinare cosa accadrà dopo. Usa le tue esperienze passate per creare un "progetto" della realtà. Se ciò che vedi coincide con ciò che ti aspettavi, tutto scorre senza sforzo. Se invece c'è un imprevisto (quello che gli scienziati chiamano "errore di predizione"), il cervello deve faticare per capire cosa è andato storto.
Freud e la neuroscienza: il mistero della "proiezione"
Qui le cose si fanno interessanti. Freud parlava di proiezione: quel fenomeno per cui attribuiamo agli altri i nostri sentimenti nascosti. Se sei di malumore, potresti entrare in una stanza e pensare: "Ma come sono tutti nervosi oggi!"
Uno studio recente pubblicato sulla rivista Entropy ha dimostrato che la proiezione di Freud è, in termini neuroscientifici, un errore di predizione.
Se il tuo cervello ha una predizione molto forte (basata sul tuo passato), può letteralmente deformare la realtà. Se hai vissuto molte delusioni, il tuo cervello svilupperà una "predizione di rifiuto". Di conseguenza, se un amico ti risponde con un messaggio molto breve, il tuo cervello non penserà "è impegnato", ma "ce l'ha con me!".
Il tuo cervello non si limita a osservare la realtà: la modella attivamente per farla combaciare con ciò che si aspetta di vedere.
Perché ripetiamo sempre gli stessi errori?
Questo spiega un grande mistero del comportamento umano: perché facciamo sempre le stesse cavolate?
Che si tratti di una cattiva abitudine, di una relazione tossica o di un'ansia costante, il nostro cervello ama la stabilità. In termini tecnici, il cervello vuole ridurre l'incertezza.
A volte, per il cervello è più "comodo" restare fedeli a una predizione sbagliata piuttosto che affrontare il caos di una nuova situazione. Ecco perché rimaniamo bloccati in schemi mentali rigidi. Se il tuo cervello ha deciso che "il mondo è un posto pericoloso", lavorerà sodo per trovare prove che lo confermino, anche quando tutto va per il meglio!
Il mio parere: la mente è un ciclo continuo
Trovo questo concetto assolutamente affascinante. Unisce la psicologia (il mondo dei sentimenti) alla neuroscienza (il mondo dei neuroni).
In pratica, la nostra "personalità" è un insieme di modelli predittivi che abbiamo addestrato nel corso degli anni. La buona notizia? Dato che questi modelli si basano sull'esperienza, possono essere aggiornati.
Attraverso nuove esperienze, la terapia o la mindfulness, possiamo "ri-addestrare" la nostra macchina da previsioni, insegnando al cervello che il mondo non è così prevedibile (o così spaventoso) come pensava.
Quindi, la prossima volta che pensate di "leggere nel pensiero" di qualcuno, ricordate: il vostro cervello sta solo facendo una scommessa molto istruita!