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I ferri da maglia di tua nonna potrebbero costruire i dispositivi intelligenti di domani

I ferri da maglia di tua nonna potrebbero costruire i dispositivi intelligenti di domani

2026-09-06T21:32:01.890652+00:00

Bene, momento delle confessioni: ultimamente ho letto molti titoli sui “tessuti intelligenti” e, onestamente, la maggior parte mi fa perdere interesse. Camicie infuse di grafene? Giacche a regolazione termica? Sembra affascinante, ma anche incredibilmente complicato e costoso.

Ma questo studio di Harvard ha catturato la mia attenzione — e non solo perché riguarda la maglieria.

Si è scoperto che alcuni ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering and Applied Sciences hanno dimostrato che la stessa tecnica di base usata dalle nostre nonne per creare i maglioni natalizi un po’ goffi può effettivamente produrre tessuti capaci di cambiare forma, rilevare il movimento e funzionare come interruttori elettrici. Niente nanotecnologie sofisticate. Solo filato e ingegneria ingegnosa.

Qual è il grande affare con lo “scatto”?

Ecco dove la cosa diventa interessante. Il team, guidato dalla neolaureata in dottorato Kausalya Mahadevan, ha sviluppato tessuti a maglia che possono essenzialmente “scattare” da una forma stabile a un’altra — proprio come un interruttore della luce che scatta in posizione on o off e vi rimane. Non è necessaria elettricità per mantenere la posizione.

I ricercatori chiamano questo fenomeno “multistabilità”, ed è in realtà una scoperta significativa. In passato, creare materiali che si curvano e mantengono la loro forma richiedeva di modellare con precisione polimeri e controllare le tensioni residue al loro interno — processi complessi e costosi. Ma Mahadevan e il suo team hanno scoperto che la tradizionale maglia a trama (il metodo industriale alla base della maggior parte di cappelli e guanti) può ottenere lo stesso effetto usando solo il filato.

Come? Hanno utilizzato filati altamente elastici e una tecnica chiamata “plating”, che posiziona filati diversi sulle facce opposte del tessuto. Questo crea tessuti densi e spessi che tendono naturalmente ad arricciarsi in forme tridimensionali — pensate a come l’orlo di una T-shirt spesso si arriccia verso l’alto dopo essere stato tagliato. Stesso principio, ma intenzionale e drammatico.

“La selezione dei filati e le scelte dei parametri della macchina ci hanno permesso di scegliere un tessuto che fosse il più possibile ‘scattante’”, ha spiegato Mahadevan.

Cosa possiamo realmente fare con questo?

Ecco dove la cosa passa da “esperimento scientifico interessante” a “aspetta, questo è davvero straordinario”.

Il team di Harvard ha disposto le strisce a maglia in diversi modelli e ha scoperto di poter creare tessuti che scattano tra varie configurazioni stabili. Ogni configurazione rimane ferma finché qualcosa — una leggera trazione, un movimento del corpo — non provoca uno scatto verso un altro stato.

Poi hanno dato sfogo alla creatività.

Hanno intrecciato sottili filati conduttivi nel tessuto e si sono ritrovati con interruttori elettrici morbidi ed elastici. Il tessuto cambia il suo stato elettrico quando scatta tra le forme. Niente pulsanti, niente schermi tattili, solo... il tessuto che fa il suo lavoro.

In una dimostrazione, hanno creato un guscio a maglia che accende e spegne un LED mentre passa tra i suoi stati stabili. Hanno anche costruito un interruttore indossabile da posizionare sul ginocchio o sul gomito — quando si piega l’articolazione, il tessuto scatta e un Arduino lo conta come un passo. (Ciao, futuri tracker fitness!)

Forse la cosa più cool? Hanno realizzato un paralume riconfigurabile con tre interruttori separati. Tirando diverse parti del tessuto, si accendono luci di colori diversi. Immaginate un paralume che risponde a come lo toccate.

Questi prototipi sono stati persino esposti in un’installazione dell’Art Lab, che sembra la sede perfetta per una tecnologia che si colloca al confine tra ingegneria e artigianato.

Perché questo conta più di quanto si pensi

Ecco la parte che mi entusiasma davvero: le macchine utilizzate in questa ricerca sono essenzialmente le stesse attrezzature industriali per la maglieria già presenti nelle fabbriche di abbigliamento di tutto il mondo.

Non si tratta di una tecnologia da laboratorio che potrebbe, un giorno, forse, magari arrivare alla produzione. La compatibilità con la manifattura esistente significa che i dispositivi basati su questa tecnica potrebbero potenzialmente essere scalati relativamente rapidamente. Non parliamo di sale pulite per nanotecnologie — parliamo di fabbriche che sanno già come fare i calzini.

Dal punto di vista scientifico, questo lavoro introduce anche i tessuti comuni nel mondo dei “met

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