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I Segreti dell'Uomo del Ghiaccio: Scoperti i Microrganismi che Hanno Viaggiato con Ötzi per 5300 Anni

I Segreti dell'Uomo del Ghiaccio: Scoperti i Microrganismi che Hanno Viaggiato con Ötzi per 5300 Anni

2026-08-07T21:24:00.228251+00:00

I minuscoli compagni di viaggio di Ötzi

Conosci Ötzi, vero? L'uomo congelato trovato sulle Alpi Valsugane nel 1991? Per decenni gli scienziati lo hanno studiato, e onestamente pensavo che ormai non ci fosse più nulla da scoprire su questa mummia di 5.300 anni.

Invece non avevamo la più pallida idea che avesse dei passeggeri.

Un gruppo di ricercatori ha appena pubblicato uno studio sulla rivista Microbiome che mi ha fatto appassionare alla microbiologia — e sono il tipo che di solito si addormenta sentendo la parola "batterio". Parlano di organismi che hanno vissuto insieme a Ötzi, non come resti morti del suo tempo, ma come microrganismi vivi sopravvissuti accanto a lui per millenni.

Cosa si nasconde nell'intestino

Cominciamo da quello che c'è dentro la pancia di Ötzi.

I ricercatori hanno usato diverse tecniche di campionamento per capire quali microrganismi erano presenti quando Ötzi era vivo e quali sono arrivati dopo. Hanno esaminato il ghiaccio sulla superficie, l'acqua di fusione all'interno del corpo, una marea di tamponi e persino campioni di terreno dal luogo della scoperta, rimasto congelato dal 1991.

Quello che hanno trovato negli intestini e nello stomaco era straordinario: il microbioma originale di Ötzi. Questa comunità microbica era stata documentata già nel 2019, ma la nuova ricerca conferma quanto sia davvero speciale.

La flora intestinale di Ötzi somiglia a quella dei pochissimi microbiomi conosciuti delle popolazioni umane antiche. Molti di questi batteri oggi sono rarissimi nelle persone che vivono nelle società industrializzate. Stiamo parlando di microbi che gli esseri umani portavano con sé millenni fa, prima che le nostre vite sterili, il cibo processato e gli antibiotici li eliminassero.

È come trovare un'istantanea vivente di come funzionava la digestione umana prima che la civiltà cambiasse tutto.

I lieviti che non se ne sono mai andati

Ma qui viene il bello.

I ricercatori hanno scoperto specie di lieviti adattati al freddo che probabilmente venivano dal ghiacciaio stesso. Questi piccoli sopravvissuti sono rimasti con Ötzi per millenni, forse fin da quando si è congelato.

Come fanno a saperlo? I test genetici hanno mostrato che questi lieviti sono imparentati con ceppi trovati in luoghi estremamente freddi, inclusa l'Antartide. Questo collegamento supporta l'idea che siano nati nel ghiacciaio e semplicemente non se ne siano mai andati.

«Vediamo continuità qui», spiega Frank Maixner, direttore dell'Istituto per gli Studi sulle Mummie di Eurac Research. «Questi lieviti hanno accompagnato Ötzi nel suo lungo viaggio attraverso i millenni.»

E non è tutto: hanno rilevato sia DNA antico fortemente degradato sia DNA moderno ben conservato degli stessi organismi. Questo significa che questi microrganismi non sono solo resti biologici. Continuano a esistere nelle attuali condizioni di conservazione della mummia, che prevedono una temperatura di meno sei gradi Celsius e un'umidità elevata.

Alcuni potrebbero addirittura trovarsi in uno stato di dormienza, semplicemente in attesa.

Una mummia che è ancora molto viva

Quello che mi ha colpito di più di questa ricerca è come l'ha espresso Sarhan, l'autore principale: il microbioma di una mummia è unico perché si ha a che fare con microbi vecchi di oltre 5.000 anni e con microbi moderni introdotti dopo la scoperta.

Ma c'è di più. Questa ricerca dimostra che Ötzi non se ne sta in quel museo come una reliquia morta. È un «sistema biologico dinamico», per dirla con Maixner.

Riflettici un attimo. Non stiamo semplicemente conservando un corpo. Stiamo conservando un ecosistema, un minuscolo ecosistema antico che è ancora molto attivo.

Il colpo di scena: potremmo averli nutriti noi

Ecco una svolta che è tanto affascinante quanto leggermente imbarazzante per noi umani.

Tre delle quattro specie di lieviti hanno una capacità particolare: riescono a degradare il fenolo. E indovina un po' il fenolo a cosa è servito dopo la scoperta di Ötzi? A rimuovere la crescita fungina dalla superficie della mummia.

Quindi nei nostri sforzi benintenzionati di preservare questo tesoro antico, potremmo aver creato per caso un buffet per questi lieviti. Gli organismi potrebbero aver usato i nostri trattamenti di conservazione come fonte di cibo per decenni.

Ops.

Perché questo conta oltre al fattore "bello"

Al di là della meraviglia di scoprire organismi vivi vecchi di migliaia di anni, questa ricerca ha implicazioni pratiche piuttosto serie.

Per cominciare, aiuta gli scienziati a capire come le mummie glaciali riescano a sopravvivere così a lungo. L'esperto di conservazione Marco Samadelli sottolinea che «le condizioni in cui le mummie glaciali vengono preservate non sono ancora completamente comprese. Questo studio amplia le nostre conoscenze in quest'area».

Ma c'è dell'altro. Questi microrganismi adattati al freddo possono funzionare a temperature che rallenterebbero o fermerebbero molte altre specie. Questo li rende incredibilmente preziosi per i processi industriali che richiedono meno energia, incluse le fermentazioni a bassa temperatura.

Immagina di usare parenti di lieviti antichi provenienti dall'Antartide per produrre beni in modo più sostenibile. Fantascienza? Non più.

Proteggere Ötzi per le generazioni future

Il Museo di Archeologia dell'Alto Adige si occupa della conservazione di Ötzi, e secondo la direttrice Elisabeth Vallazza, «le condizioni di conservazione della mummia sono molto stabili oggi». Ma ammette anche che «ulteriori ricerche e sforzi completi di conservazione sono certamente necessari per preservarlo per molte altre generazioni».

Il team continua a monitorare il microbioma di Ötzi, assicurandosi che questi piccoli compagni non causino danni mentre continuano il loro vigilare durato millenni.

Considerazioni finali

Non so voi, ma io trovo queste cose assolutamente magiche. Tendiamo a pensare a Ötzi come a un'istantanea congelata, un momento nel tempo preservato nel ghiaccio. Ma questa ricerca rivela qualcosa di diverso: Ötzi fa parte di una storia vivente, circondato da organismi che sono viaggiatori di questo viaggio congelato tanto quanto lui.

Questi minuscoli lieviti e batteri non sono semplici passeggeri. Sono compagni. E hanno molto da insegnarci sulla sopravvivenza, sulla conservazione e su cosa significa davvero essere «vivi».

La prossima volta che guardate Ötzi dietro quella teca di vetro, ricordate: non è solo. Non lo è mai stato.

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