Science & Technology
← Home
Il piccolo marsupiale australiano che combatte con... le sue feci

Il piccolo marsupiale australiano che combatte con... le sue feci

2026-05-20T06:37:23.065861+00:00

Quando la cacca diventa lo strumento di ricerca più utile

Immagina di lavorare per salvare un mammifero che ha meno di 150 esemplari al mondo. La soluzione non arriva da un laboratorio di genetica o da una nuova tecnologia sofisticata. Arriva dal loro escremento.

Un team dell’Edith Cowan University ha trovato il modo di capire esattamente cosa mangiano i potoroo di Gilbert analizzando il DNA presente nelle loro feci. Il metodo è semplice, non invasivo e sta cambiando il modo in cui si pianificano gli interventi di conservazione.

Il potoroo di Gilbert e il suo ritorno inatteso

Il potoroo di Gilbert è un piccolo marsupiale che vive solo in Australia occidentale. Nel 1994 è stato riscoperto dopo essere stato considerato estinto per decenni. Oggi la popolazione totale conta circa 150 individui, la maggior parte concentrata in un’unica area.

Nel 2015 un incendio ha distrutto il 90% dell’habitat principale, lasciando la specie ancora più vulnerabile. Per questo motivo i ricercatori stanno cercando nuovi siti dove trasferire parte degli animali e creare popolazioni “di riserva”.

Una dieta troppo complicata per la cattività

Il potoroo è un mangiatore selettivo. Si nutre quasi esclusivamente di funghi sotterranei. I tentativi di allevarlo in cattività hanno fallito proprio perché non si riusciva a replicare la sua dieta specifica. Senza sapere con precisione quali funghi consuma, era impossibile trovare habitat adatti per il trasferimento.

I funghi, però, sono difficili da studiare. Molte specie non sono ancora descritte dalla scienza e i metodi tradizionali (come l’analisi al microscopio) non bastano.

La genetica applicata alle feci

I ricercatori hanno usato una tecnica chiamata eDNA metabarcoding. Hanno prelevato feci fresche, estratto il DNA e identificato i funghi ingeriti. In questo modo hanno ottenuto un quadro chiaro della dieta senza disturbare gli animali.

Per avere un confronto, hanno analizzato anche gli escrementi di altri marsupiali che vivono nella stessa zona: quokka, quenda e ratti australiani. Confrontando i dati, hanno potuto mappare le aree in cui i funghi sono più abbondanti e dove più specie possono convivere.

Come scegliere i nuovi siti di reintroduzione

Con queste informazioni, i biologi possono ora individuare zone con le risorse alimentari giuste per il potoroo. Non si tratta più di supposizioni: si basa su dati concreti.

Attualmente la specie vive in quattro località, tra cui due isole. L’obiettivo è trovare un altro sito sulla terraferma dove creare una popolazione stabile. Avere tutti gli individui in poche aree aumenta il rischio di estinzione in caso di incendi, malattie o eventi climatici estremi.

Perché questa ricerca ha un valore più ampio

Il potoroo non è solo un animale da salvare. È un “ingegnere dell’ecosistema”. Scavando in cerca di funghi, mescola il suolo e favorisce la dispersione delle spore. I funghi a loro volta sostengono la salute delle piante e la qualità del terreno.

Proteggere questa specie significa quindi aiutare l’intero ecosistema in cui vive.

La lezione da portare via

La storia del potoroo di Gilbert mostra che l’estinzione non è mai una conclusione certa. Una specie può essere data per persa e invece resistere. Ma la seconda chance ha senso solo se si capisce cosa le serve per sopravvivere.

A volte i progressi più importanti arrivano da strumenti inaspettati. Anche dall’analisi di un semplice escremento.

#conservation #endangered species #australia #environmental dna #wildlife science #gilbert's potoroo #ecosystem conservation