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Il presagio che non lo salvò: dentro il disastro aereo più letale della storia

Il presagio che non lo salvò: dentro il disastro aereo più letale della storia

2026-05-20T15:23:21.895001+00:00

Quando un presentimento diventa tragedia

Immagina di poter avvertire il pericolo prima che arrivi. Cosa faresti?

Questa è la domanda al centro della storia del volo Japan Airlines 123. Il 12 agosto 1985, Akihisa Yukawa si svegliò con un senso di angoscia fortissimo. Non era un uomo superstizioso, anzi. Da dirigente bancario che percorreva la rotta Tokyo-Osaka quasi ogni settimana, era abituato a volare. Ma quella mattina di lunedì gli sembrava tutto diverso. Molto diverso.

La sua compagna, Susanne Bayly-Yukawa, ricorda che le disse di non aver mai provato niente del genere. Era così inquieto che chiese alla sua assistente di prenotargli il treno ad alta velocità. Ma era il periodo di Obon, la grande festa giapponese in cui le famiglie tornano a casa per onorare gli antenati, e i treni erano pieni. Quando il suo capo gli ordinò comunque di prendere l’aereo, Akihisa non si arrese. Era furioso. Aveva un brutto presentimento. Uno molto brutto.

Quella sera baciò la moglie, incinta al nono mese, e partì per l’aeroporto di Haneda. Non fece più ritorno.

Dodici minuti per arrivare al disastro

Il volo Japan Airlines 123 doveva essere un semplice tragitto di 54 minuti da Tokyo a Osaka. Il Boeing 747, il leggendario “Re dei cieli”, aveva uno dei record di sicurezza migliori del settore. Era l’aereo simbolo della sua epoca: grande, potente, quasi indistruttibile.

Ma a 24.000 piedi accadde qualcosa di catastrofico.

Si sentì un boato improvviso e assordante. Il setto posteriore, la parete che separa la cabina pressurizzata dalla coda non pressurizzata, cedette di colpo. La differenza di pressione fece sì che l’aria schizzasse verso il retro con una forza tale da strappare via la parte finale della coda. E con la coda andò via anche quasi tutto ciò che serviva a controllare l’aereo.

Il 747 perse il timone, la deriva verticale, il generatore ausiliario e, cosa più grave, tutti e quattro i sistemi idraulici. Quei sistemi sono come il sistema nervoso dell’aereo: controllano il timone, gli alettoni e tutte le superfici che permettono di virare e mantenere l’assetto. All’improvviso ai piloti non era rimasto nulla.

Volare senza comandi

La situazione era come guidare una macchina da 300 tonnellate senza sterzo, senza freni e senza acceleratore, tranne un modo limitato di gestire il gas. Questo era ciò was

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