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La volta che la CIA ha fatto il paladino della diversità a Hollywood

La volta che la CIA ha fatto il paladino della diversità a Hollywood

2026-09-15T09:52:52.746881+00:00

La CIA che voleva più diversità a Hollywood: una storia assurda della Guerra Fredda

Devo raccontarvi una cosa che mi ha davvero colpito questa settimana.

Immaginate: anno 1953. La Guerra Fredda è in pieno svolgimento, la Corte Suprema sta per discutere la causa Brown v. Board of Education. Nelle sale di Hollywood si gira The Caddy, una commedia sul golf con Dean Martin che canta allegramente. Niente di speciale, vero?

E invece. Documenti recentemente scoperti rivelano una cosa pazzesca: la CIA aveva qualcuno letteralmente嵌入ato (scusate, embedded) a Hollywood che spingeva per far apparire attori neri sullo sfondo del film. Nello specifico, volevano dei neri visibili nelle scene di folla, e se possibile, mostrati mentre guidano "una macchina bella e moderna".

Non so voi, ma la mia prima reazione è stata: Aspetta, la CIA voleva PIÙ diversità nei film? Questo non è esattamente quello che ci hanno sempre raccontato sulle agenzie governative di quell'epoca.

Cosa diavolo stava succedendo?

Qui arriva la parte interessante. Uno storico di nome John Sbardellati dell'Università di Houston ha setacciato file desecretati dell'FBI e della CIA, e quello che ha trovato mette in discussione la storia ufficiale sul rapporto tra governo e Hollywood durante la Guerra Fredda.

Probabilmente conoscete il Maccartismo: la paura ossessiva dell'infiltrazione коммунист (comunista) nell'intrattenimento. Ed è assolutamente vero. Ma Sbardellati ha notato qualcosa che gli storici avevano in gran parte ignorato: il modo in cui queste agenzie parlavano di razza nei loro documenti.

Ci sono fondamentalmente due teorie su perché il governo potesse interessarsi ai diritti civili durante la Guerra Fredda:

Teoria Uno: La Guerra Fredda ha dato al governo un'altra arma per attaccare il movimento per i diritti civili, etichettando gli attivisti come comunisti.

Teoria Due: Il contrario: la Guerra Fredda ha effettivamente spinto le élite americane a supportare i diritti civili perché, semplicemente, la nostra immagine all'estero stava soffrendo. Le leggi di Jim Crow erano imbarazzanti, e era difficile vendere "la libertà americana" a nazioni appena indipendenti quando i neri americani non potevano sedersi allo stesso bancone del pranzo.

Entrambe le teorie hanno merito. Ma Sbardellati ha scoperto qualcosa di più sfumato quando ha effettivamente letto i rapporti di intelligence: la posizione del governo non era statica. Assomigliava più a un arco narrativo che evolveva nel tempo.

Il colpo di scena

All'inizio, l'FBI era sospettoso dei film con personaggi neri rappresentati con dignità. Credavano davvero che fosse propaganda коммунист (comunista), una subdola sovversione per far sembrare l'America male. Un informatore dell'FBI nel 1947 si lamentava che il film di pugilato Body and Soul stesse diffondendo propaganda mostrando un pugile nero in una luce positiva.

Ma ecco il punto: all'inizio degli anni Cinquanta, quel modo di pensare era cambiato. Gli USA erano bloccati in questa enorme competizione globale per l'influenza, specialmente in quello che chiamavano il "Terzo Mondo", e avere prove del razzismo americano trasmesse in tutto il mondo stava diventando un vero problema.

Così la CIA, in modo interessante, ha iniziato a incoraggiare attivamente Hollywood a mostrare più integrazione, più diversità. Non perché improvvisamente fossero diventati campioni dei diritti civili, capite. Ma perché avevano capito che i film segregazionisti facevano sembrare l'America ipocrita mentre cercavamo di convincere altri paesi che il nostro sistema era superiore al comunismo.

Era gestione dell'immagine. Nient'altro.

Perché è importante

Ora potreste pensare: "È un po' cinico, no? Non gli importava realmente dei neri americani."

E onestamente? Probabilmente avete ragione. Le motivazioni erano interessate. Ma ecco cosa mi affascina di questa storia: mostra quanto sia complicata la storia in realtà. Il progresso non arriva sempre da puro altruismo. A volte la cosa giusta succede per ragioni complicate, e va bene così. È comunque progresso.

La prossima volta che guardate un vecchio film e notate il "nero simbolo" sullo sfondo (che era un modello reale nei film degli anni Cinquanta), potreste star vedendo il risultato indiretto di calcoli della Guerra Fredda fatti da agenti dell'intelligence che si preoccupavano più della percezione internazionale che della dignità umana.

È strano. È scomodo. Ma è anche affascinante vedere come funziona realmente la macchina del potere a volte.

A volte la storia è meno su eroi e cattivi e più su persone con motivazioni discutibili che fanno cose per ragioni complicate — e i risultati che contano comunque.

Vi fa riflettere, no?


Fonte: Popular Mechanics

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