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NASA dice addio allo strumento top di un esploratore spaziale 49enne: perché è una gran bella notizia

NASA dice addio allo strumento top di un esploratore spaziale 49enne: perché è una gran bella notizia

2026-05-04T14:35:27.297640+00:00

La Scelta Più Difficile per i Viaggiatori Spaziali

Pensa a un'auto partita 49 anni fa, motore ancora acceso ma con la potenza che cala piano piano. Decidi: la lasci andare fino al black-out totale, o spegni pezzi strategici per continuare il viaggio? È la situazione che i tecnici NASA hanno affrontato con Voyager 1, la sonda più lontana mai mandata dall'uomo.

Il 17 aprile, hanno spento il LECP, strumento per particelle cariche a bassa energia, attivo dal lancio nel 1977. Non è una resa. È una mossa furba per sopravvivere.

Perché Spegnere uno Strumento di 50 Anni

Voyager 1 usa una batteria nucleare al plutonio, che trasforma calore da decadimento radioattivo in elettricità. Funziona piano, ma ogni anno perde 4 watt. Dopo quasi mezzo secolo, il deficit è enorme: presto non basterebbe per tutto.

Il LECP era prezioso. Misurava ioni ed elettroni nello spazio interstellare, oltre il sistema solare. Ha rilevato onde di pressione e variazioni di densità cosmica. Scienza unica, pionieristica.

Ma una sonda spenta non fa scienza. Priorità assoluta: tenerla viva.

Il Momento della Verità

A febbraio 2026, durante una manovra programmata, la potenza è crollata in modo imprevisto. I tecnici hanno capito il rischio: sotto una soglia, il sistema di sicurezza spegne tutto d'emergenza, con danni possibili e recupero arduo.

Hanno scelto di agire subito, spegnendo il LECP di loro iniziativa, con il resto ancora ok.

"Spegnere uno strumento non piace a nessuno, ma è la via migliore ora", ha detto Kareem Badaruddin, manager della missione al Jet Propulsion Laboratory. Ha ragione: meglio un sacrificio mirato che perdere tutto.

Un Piano Pensato da Anni

NASA non ha improvvisato. Anni fa, esperti hanno fissato l'ordine di spegnimento degli strumenti, per massimizzare i dati utili.

Voyager 1 è partita con 10 strumenti: 7 già fermi, LECP era in lista. Voyager 2, la gemella, ha spento il suo a marzo 2025.

Hanno lasciato un motorino da 0,5 watt acceso sul LECP – meno di una lucina LED. Motivo? Se l'energia torna, riaccenderlo sarà possibile. Visione lungimirante.

Il Piano "Big Bang" per Rinascere

Non si arrendono. Stanno preparando "Big Bang": un intervento massiccio, sostituendo vari componenti energivori con versioni efficienti. Risparmierà watt per anni extra.

Test su Voyager 2 a maggio-giugno 2026, che ha più margine. Se ok, su Voyager 1 da luglio. E se va bene, il LECP potrebbe ripartire. L'avventura continua.

Perché Questa Storia Mi Colpisce

C'è emozione qui. Lanciate nel 1977, prima di PC e internet, queste sonde inviano dati da 23 ore di distanza radio. Il LECP ha esplorato l'ignoto interstellare per mezzo secolo – solo loro due ci sono arrivate.

Spegnere un pezzo del 1977 è un addio doloroso. Ma dimostra l'ingegno umano: missioni nate per durare meno ora resistono grazie a trucchi creativi.

Restano attivi due strumenti su Voyager 1: onde plasma e campi magnetici. Se tutto fila liscio, dati dallo spazio profondo per anni ancora.

Non è la fine. È un nuovo capitolo.


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