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Ritrovata la metà superiore: risolto il mistero del colosso antico

Ritrovata la metà superiore: risolto il mistero del colosso antico

2026-05-20T18:20:00.574671+00:00

Il mistero originale

Immaginate il 1928. L’archeologo tedesco Günther Roeder sta scavando vicino all’antica Hermopolis, oggi El Ashmunein. Tra le sabbie egiziane trova la parte inferiore di una statua colossale di Ramses II. Doveva essere alta oltre sette metri. Un gigante di pietra.

Trova solo il torso e le gambe. Della testa e del busto non resta traccia. Per quasi un secolo il pezzo mancante resta un enigma.

Il ritrovamento del 2024

Nel marzo 2024 una squadra egiziana e americana annuncia la scoperta. Dopo novantasei anni, la metà superiore è riemersa. Il ritrovamento non è stato frutto di ricerche mirate. Gli archeologi avevano solo il sospetto che il frammento potesse trovarsi lì vicino. Hanno puntato su quell’ipotesi e hanno avuto ragione.

Il problema della conservazione

Recuperare l’opera è solo il primo passo. Il vero ostacolo è tenerla intera. Hermopolis si trova vicino al Nilo e, dopo la costruzione della diga di Assuan, la falda acquifera ha reso il terreno umido. La pietra arenaria, in queste condizioni, può trasformarsi in polvere. Quando gli archeologi hanno visto la parte superiore del colosso, adagiata a faccia in giù, non sapevano se sarebbe sopravvissuta allo scavo.

Una delle responsabili del progetto, Yvona Trnka-Amrhein, ricorda che a volte l’arenaria si sgretola appena viene scoperta. In questo caso, però, la pietra si è conservata bene.

Un particolare inaspettato

Durante il recupero, il frammento alto quasi quattro metri ha rivelato tracce di pigmenti blu e gialli ancora attaccati alla superficie. Quel particolare è prezioso. I colori originali possono aiutare a capire come la statua appariva quando era fresca e nuova. In un certo senso, rappresentano una finestra su come gli egizi usavano la pittura per dare vita alla pietra.

La proposta di ricongiungere i pezzi

Ora che entrambe le metà sono note, il progetto è di unirle di nuovo. Il co-leader egiziano Basem Gehad ha già presentato la richiesta ufficiale. La collega americana è convinta che l’anello di unione verrà approvato. Quando le due parti torneranno a combaciare, il colosso tornerà a dominare lo spazio con la sua altezza originale.

Perché conta

Questa storia mostra perché l’archeologia continua a emozionare. Non si tratta solo di trovare oggetti antichi. Si tratta di risolvere enigmi, proteggere ciò che resta e ricollegare il presente con un passato remoto. Il fatto che la statua sia emersa quasi intera dopo decenni di silenzio sembra quasi un colpo di fortuna. E a volte è proprio quello che serve: un’intuizione, un team preparato e la volontà di non lasciare le storie sepolte.

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