Il gigante addormentato: cosa sta succedendo sotto il fondo oceanico?
Immaginate un vulcano così colossale che, se dovesse eruttare, la lava potrebbe coprire un'intera metropoli con chilometri di roccia fusa. Sembra un film di fantascienza, ma è la realtà quando parliamo di "supervulcani".
Uno dei protagonisti di questa scala titanica è la caldera di Kikai, in Giappone. Si tratta di una gigantesca depressione sul fondo dell'oceano che, circa 7.300 anni fa, ha scatenato una delle eruzioni più violente della storia geologica recente. Ma la notizia davvero incredibile è questa: il vulcano non è rimasto lì a riposare in silenzio. Si sta ricaricando.
Come si studia un vulcano che sta sotto il mare?
Potreste chiedervi: "Ma come si fa a osservare un vulcano nascosto sotto chilometri d'acqua?"
Gli scienziati dell'Università di Kobe e dell'agenzia JAMSTEC hanno trovato una soluzione geniale. Invece di mandare sommozzatori (impossibile, per giunta), hanno usato i impulsi sismici.
In pratica, hanno inviato onde sonore attraverso la crosta terrestre. Pensate a una sorta di "ecografia del pianeta": misurando come queste onde rimbalzano tra gli strati di roccia, i ricercatori sono riusciti a "vedere" cosa succede nelle profondità del sottosuolo. E il risultato è stato sorprendente: hanno individuato un enorme serbatoio di magma fresco proprio sotto l'antica caldera.
Non sono solo "avanzi"
Questa è la parte che lascia a bocca aperta. Naturalmente, si potrebbe pensare che quel magma sia semplicemente il residuo dell'eruzione avvenuta 7.300 anni fa. Sbagliato.
Analizzando la composizione chimica della lava, gli scienziati hanno scoperto che questo nuovo magma è completamente diverso da quello vecchio. Cosa significa? Che il vulcano sta attivamente "bevendo" nuova roccia fusa dal mantello terrestre. È come un enorme serbatoio di benzina che era stato svuotato e che ora si sta riempiendo di nuovo dal basso.
Perché questa scoperta è fondamentale?
Certo, non dovete iniziare a fare le valigie domani mattina. I supervulcani impiegano migliaia di anni per "ricaricarsi". Tuttavia, capire come avviene questo processo è il "Sacro Graal" per i vulcanologi.
Se riuscissimo a capire esattamente come e quanto velocemente il magma si accumula, potremmo finalmente prevedere quando questi giganti decideranno di svegliarsi.
E non riguarda solo il Giappone: questa scoperta fornisce una mappa per studiare altri colossi come lo Yellowstone negli Stati Uniti o Toba in Indonesia. Stiamo imparando a ascoltare il battito del cuore della Terra, un'onda sonora alla volta.