I freni naturali dei terremoti sottomarini: finalmente risolto un enigma trentennale
Sotto l’oceano, certe faglie sembrano dotate di un “sistema di sicurezza” che impedisce ai terremoti di crescere senza limiti.
Un comportamento troppo regolare per essere casuale
Al largo dell’Ecuador, a circa 1 600 km dalla costa, si trova la faglia di Gofar. Ogni cinque o sei anni produce un sisma di magnitudo 6 quasi identico al precedente e sempre nello stesso tratto. Un orologio sismico che sfida l’idea classica secondo cui i terremoti sono eventi caotici e imprevedibili.
La scoperta: zone “ammortizzatrici” all’interno della faglia
Un team internazionale guidato dall’Indiana University ha capito il perché. All’interno della faglia esistono porzioni di roccia fratturate in modo particolare: si dividono in filamenti separati da stretti interstizi pieni d’acqua di mare in pressione. Quando il terremoto inizia a propagarsi, la rapida deformazione fa calare di colpo la pressione nei pori; la roccia, privata del “lubrificante” fluido, si blocca temporaneamente. Il risultato è un arresto meccanico che ferma la rottura prima che diventi più grande.
Perché conta per tutti
La faglia di Gofar è lontana dalle coste abitate, quindi non rappresenta un pericolo diretto. Ma faglie trasformi simili si trovano ovunque sui fondali oceanici. Se il meccanismo di “frenata idraulica” è diffuso, potremmo finalmente spiegare perché molti terremoti sottomarini restano di magnitudo moderata. Capire dove si trovano queste zone di arresto aiuterà a valutare meglio il rischio in aree sismiche vicine a città costiere.
Come hanno raccolto le prove
Tra il 2008 e il 2022, sismometri installati direttamente sul fondo marino hanno registrato decine di migliaia di microsismi. Prima di ogni grande scossa le zone-barriera mostravano brevi sciami di eventi minori; subito dopo restavano silenti per mesi. Lo stesso schema si è ripetuto dodici anni dopo in un segmento diverso della faglia, confermando che non si trattava di un caso isolato.
Il senso più ampio
A volte le scoperte più preziose non riguardano fenomeni nuovi, ma spiegano finalmente perché certi sistemi naturali si comportano in modo tanto prevedibile. La faglia di Gofar ci insegna che la Terra, in certi punti, sa “premere il freno” da sola.