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Vietnam colpisce il jackpot dei semiconduttori (e la Cina storce il naso)

Vietnam colpisce il jackpot dei semiconduttori (e la Cina storce il naso)

2026-03-22T05:48:54.240766+00:00

La Rivoluzione Silenziosa del Vietnam nelle Schede

C'è una notizia passata inosservata che potrebbe cambiare il modo in cui nascono i vostri prossimi smartphone: gli Usa hanno autorizzato il Vietnam ad acquistare tecnologie avanzate per produrre chip, vietate dai tempi della Guerra Fredda.

Rifletteteci. Il Vietnam era sullo stesso elenco di restrizioni di Cina, Russia e Corea del Nord. Ora non più.

Da Montatore a Protagonista

Per anni, il Vietnam ha assemblato chip progettati altrove, come un operaio esperto in catene di montaggio. Questa svolta lo trasforma.

Il punto chiave: Non mirano ai chip da 2 nanometri degli iPhone top di gamma. Viettel, l'azienda statale, parte da 32 nanometri per auto, reti telecom e macchinari industriali.

Un approccio graduale. Logico e vincente.

Cifre da Capogiro

Gli obiettivi del Vietnam stupiscono:

  • Oggi contano 7.000 ingegneri dei chip.
  • Ne vogliono 50.000 entro il 2030.
  • La quota mondiale nel packaging passerà dall'1% del 2022 al 9% nel 2032.

Le multinazionali fiutano l'affare. Qualcomm ha aperto il suo terzo centro R&S globale lì. Amkor investe 1,6 miliardi in una fabbrica di packaging, il progetto più grande mai fatto.

Perché Conta Tanto

Non si tratta solo di un paese che si prende giocattoli high-tech. È diversificazione, vitale dopo anni di dipendenza da pochi poli.

Ricordate la crisi dei chip nel Covid? O la fragilità delle forniture concentrate in poche zone? Il Vietnam come player serio offre alternative.

Per gli Usa: Un contrappeso alla Cina in un settore strategico.
Per il Vietnam: L'ingresso nel business più redditizio, non più da comprimario.
Per il resto del mondo: Un esempio di come stare tra due giganti e uscirne vincitore.

Come Hanno Fatto

Il Vietnam ha giocato d'anticipo. Cerimonie inaugurali, vertici con Asml olandese, visite diplomatiche mirate. Una lezione di diplomazia tech.

Altri paesi in bilico tra Usa e Cina stanno già studiando la mossa.

La Partita Lunga

Costruire un'industria dei semiconduttori richiede decenni: soldi, formazione, infrastrutture. Il Vietnam lo sa. Non è una corsa, è resistenza.

La strategia furba? Non sfidare Taiwan o Corea del Sud sui nodi estremi. Si prendono una fetta del mercato maturo ma indispensabile.

Potrebbe nascere una filiera globale più varia e solida. E se funziona, scatenerà una corsa di nazioni verso la tech.

Fonte: https://restofworld.org/2026/vietnam-us-chip-industry-china

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